Blogger e giornalisti, diversi ma complementari

Blogger e giornalisti, diversi ma complementari

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Che differenze ci sono fra un giornalista e un blogger? Molte, poche, nessuna? La polemica dura praticamente da quando sono nati i blog. Pier Luca Santoro, sul suo blog ha ripreso il tema con alcune considerazioni importanti. Il concetto che blogger e giornalisti siano in controdipendenza, ovvero siano dipendenti l’uno dall’altro ma in contrasto mi trova sostanzialmente d’accordo. Qui, per quanto riguarda anche una prospettiva da comunicatore e non solo da giornalista, credo sia importante però fissare alcuni punti.

Innanzitutto, sono i giornalisti a dettare l’agenda, nel senso che sono loro e i giornali per cui scrivono a governare l’agenda setting. I blogger s’inseriscono su queste linee per approfondire e arricchire l’offerta informativa. Lo sostengono anche Vittorio Zambardino e Massimo Russo nel loro “Eretici digitali”, arrivando a parlare di “ecolalìa” dei blogger nei confronti dei media “professionali” e lo sostengo, più modestamente, anch’io nel mio libro. Accertato questo, le differenze fra giornalisti e blogger si rarefanno in maniera imbarazzante. Lo stesso schema usato da Paul Bradshaw per descrivere la conflittualità fra giornalisti e blogger che sempre Pier Luca segnala nel suo post, invece che fissare le differenze sembra quasi indicare i punti di contatto.

Nella realtà le differenze sono più legate alla percezione che giornalisti e blogger hanno di sè stessi e del loro ruolo ma, ambedue sono, a tutti gli effetti, dei newsmaker. Non c’è quindi, in sostanza alcune differenza? A mio parere, una, fondamentale, c’è.
La vera differenza sta nell’autorevolezza ovvero nella credibilità e nel prestigio che sia gli uni che gli altri si sono riusciti a conquistare presso il proprio pubblico web e nel ruolo che quest’ultimo impone agli uni e agli altri. Un blogger autorevole, credibile, avrà la stessa capacità d’influenza di un giornalista ma con una differenza: blog e blogger sono verticali mentre i giornalisti, e i media online, sono orizzontali. I blogger sono percepiti come portatori di approfondimento su temi specifici, sui quali si sono costruiti la credibilità (e torna il tema dell’autorevolezza), i giornalisti hanno il ruolo “istituzionale” di essere fornitori d’informazione tout-court. Nell’ecosistema dell’informazione, giornalisti e blogger coesistono e sono ambedue necessari ma non sufficienti. I primi, per ritmi e organizzazione delle redazioni online, intercettano i temi, fanno informazione, dettano l’agenda, i secondi la approfondiscono, l’arricchiscono, con maggiore libertà, va da sé, ma sempre rispondendo all’interesse manifesto dei loro lettori.
L’autorevolezza dei giornalisti discende dalla loro credibilità e dal fatto che fanno informazione in maniera professionale (come sottolinea con lucidità Babuska nel suo commento al post di Pier Luca Santoro) e il loro ruolo è e rimane insostituibile, per un’informazione credibile, verificata e, appunto, professionale (a patto, va da sè, che i giornalisti facciano bene il loro mestiere). I blogger, liberi dalla schiavitù del “flusso informativo” da governare, scavano, cesellano, approfondiscono, aggiungono, tolgono, commentano, illuminano e accendono dibattiti.

Due ruoli, giornalisti e blogger, che insieme reggono l’intero sistema dell’informazione online. Senza i primi il processo d’intermediazione professionale cadrebbe e con essa la qualità stessa delle notizie. Senza i secondi il Web sarebbe privo di quell’approfondimento, di quella ricchezza e di quella fresca vivacità informativa che lo contraddistingue.

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