Il Web potente che dà potere

Il Web potente che dà potere

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Si è tenuto a Roma, alla Camera dei Deputati, martedì 14 giugno, il convegno “Il Potere DEL web, il Potere DAL Web”. Moderati da Mario Prignano, caporedattore del Tg1 – web, sono intervenuti gli onorevoli Paolo Gentiloni e Antonio Palmieri, Gianluca Comin, Alfonso Dell’Erario, Renato Vichi, Stefano Lariccia, che hanno dibattuto in occasione della presentazione del libro di Daniele Chieffi “Online Media relations” edito dal Gruppo sole 24 Ore (leggi qui la locandina)

Il convegno-dibattito ha sviscerato la constatazione che il web, inteso come media, ormai ha assunto un ruolo centrale nell’impalcatura del sistema di comunicazione. E’, a tutti gli effetti, un media “potente” in grado cioè di influenzare il proprio pubblico e di incidere in maniera profonda su orientamenti, scelte, percezioni e decisioni.

Il potere della Rete è evidente finanche dalla più stretta attualità. E’ sufficiente considerare il ruolo che ha giocato e gioca nelle ribellioni del Maghreb e del Medio Oriente, nella campagna referendaria italiana e in quella per le amministrative, senza dover arrivare a scomodare le elezioni americane e la “salita” di Barack Obama.

Un media potente, quindi, in grado, oltretutto, di raggiungere direttamente il proprio pubblico, con un efficienza inedita, di segmentarsi e verticalizzarsi in linee informative settoriali e iperspecializzate ma, al contempo, di essere orizzontale e parlare a chiunque, con un’influenza ampia, rafforzata dalla dinamica del coinvolgimento e della condivisione, che rende il messaggio ancor più penetrante.

Un Potere, quello del Web, che si declina, poi, in svariati ambiti: da quello politico a quello commerciale, passando per quello della valorizzazione dei brand aziendali e i rapporti con gli stakholders, senza dimenticare, ovviamente, il giornalismo, la comunicazione culturale.

Accanto a questo, il vero perno su cui ruota la portata rivoluzionaria della Rete sta nell’assoluta mancanza di barriere di accesso per chiunque. A differenza dei media tradizionali, entrare in Rete e comunicare è possibile per chiunque con costi praticamente inesistenti e possibilità smisurate. Ecco allora che il Web oltre a essere un media potente, è un media che dà potere. Le uniche condizioni risiedono nella qualità del messaggio, nel tasso d’interesse riscosso nel pubblico, e nella capacità di veicolarlo secondo le regole sintattiche, simboliche e semiotiche della Rete stessa.

La Rete quindi, dà potere. Un semplice utente, un blogger, può trasformarsi in un influencer, un piccolo giornale online può diventare influente. Chiunque ha le possibilità di raggiungere un proprio pubblico, chiunque può quindi trasformarsi in un media. Si tratta di una possibilità inedita e rivoluzionaria per i canoni comunicativi classici. Possibilità che si fonda su un’unica pietra angolare: la reputazione.

Ciò che permette a un singolo, a un giornale, a un sito, a un blog di esercitare potere mediatico è la reputazione che esso riesce a costruirsi nella Rete, attraverso la qualità dei suoi messaggi e il contributo che riesce a portare nelle comunità digitali. Un vero e proprio processo di “legittimazione sociale” che si fonda quindi sull’immagine che chiunque dà di sé sul Web.

Un processo, questo, che si declina in ogni ambito. Da un punto di vista commerciale la reputazione permette la creazione e il mantenimento di quote di mercato, dal punto di vista informativo permette ai giornalisti, ai siti di news, ai blog e ai blogger di essere influenti verso il proprio pubblico, da un punto di vista aziendale permette alle organizzazioni di entrare in relazione stretta, diretta e proficua con i propri stekeholders, da un punto di vista politico permette all’esponente di entrare in relazione diretta con il proprio elettorato, in una parola, di costruire consenso.

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