La “diretta” da Bruxelles per l’agenda digitale 2012

La “diretta” da Bruxelles per l’agenda digitale 2012

862
0
SHARE

Eusebio Giandomenico, selezionato dalla Commissione UE per partecipare all’agenda digitale racconta la prima giornata di lavori in una sorta di diario che è anche un racconto dei problemi sul tavolo e del tono delle discussioni e delle posizioni in gioco. senza dimenticare che in gioco c’è un decisivo pezzo del nostro futuro. (La diretta anche qui)

Giovedi, Giugno 21, 2012 Battute finali del workshop sulla convergenza dei media

Siamo in una fase di transizione, tutte le organizzazioni dovranno adeguarsi e mettere in conto un forte cambiamento organizzativo. Forse non è ancora definito quale sarà il prossimo modello organizzativo, chi inizierà da subito rischia, le grandi forse aspetteranno, alle organizzazioni più giovani e aggressive forse conviene rischiare, innovando innanzitutto le modalità di reperimento di capitali dal mercato.

Sul valore dei contenuti digitali

Ottima la provocazione di Martin Smith: nessuna banca investe ancora sui contenuti digitali.
Il mercato continua a finanziare la tecnologia ma è ancora incerto aul finanziare contenuti.
In effetti se guardiamo al mercato televisivo è evidente che le reti hanno optato per programmi a basso costo di produzione, ivi compresi quelli di infotainement, purché in grado di fare ascolti (unico parametro qualitativo), ma questo tipo di contenuti, che oggi costano comunque parecchio, sarebbero davvero competitivi in un mercato digitale aperto? Per fare il solito esempio di YouTube, quei programmi scalerebbero le classifiche dei video più gettonati? Forse no, forse il loro valore economico è dato più dalla rete che dal contenuto.
Questa è la vera sfida, su questo piano l’UE deve competere.
Ora siamo in una fase di transizione, ma se dobbiamo pensare il futuro dobbiamo pensare in digitale, e trovare una soluzione digitale.

P.S. Oltre dieci anni fa in una “convenscion” di pubblicitari mi risposero che Internet era insignificante perché si vendevano comunque più televisori che PC. Oggi sembra che la risposta sia ancora valida, anche se i televisori sono dei computer connessi ad Internet ed hanno accesso a tutti i contenuti della rete. Se Internet non era insignificante, almeno per me, allora, figuriamoci oggi. Ma se ci tranquillizza il fatto che invece che dal PC per andare su Internet si usi il televisore, restiamo pure tranquillamente seduti sul divano ( Richard Kastelein rilancia oggi qui a Brussels lo stesso avvertimento)

Classificare per un utilizzo sicuro

La necessità di catalogare i contenuti digitali, tramite un set condiviso di metadati, deve essere orientata anche alla protezione automatica dei minori, i genitori restano il promo fattore di sicurezza ma la tecnologia deve dare una mano…

Chiacchiere in corridoio…

Si sà in questi incontri valgono più delle orazioni pubbliche. Sembra che il macromodello sia comune ai vari workshop, da un lato organizzazioni forti che difendo la loro posizione e tentano di orientare l’innovazione verso azioni che non li mettano in discussione, dall’altra organizzazioni molto più orie.tate all’innovazione che vorrebbero un mercato molto più semplice per poter lavorare e proporre i loro prodotti senza pagare, oltre alle tasse, anche dazi alle organizzazioni dominanti. In mezzo l’UE come spazio di mediazione, consapevole di avere un mercato, più esteso ormai di quello dell’area dollaro, che rischia di implodere se nemmeno i grandi – in questo periodo di crisi – sono disposti a rischiare.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY