Uno, nessuno o forse centomila. Ecco il nuovo esperto di PR secondo...

Uno, nessuno o forse centomila. Ecco il nuovo esperto di PR secondo Breakenridge

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Specchio delle mie brame, chi è il più bel pr del reame? Secondo Deirdre Breakenridge, un professionista che aggiunga alle caratteristiche del pr tradizionale, 8 nuovi skill.

Professore aggiunto alla NYU, da noi insegna in Bocconi, CEO di una società di pubbliche relazioni più famose al mondo con sede a New York, Ms Breakenridge è anche autrice di numerose pubblicazioni. L’ultima si intitola Social Media and Public Relations: Eight New Practices for the PR Professional. Ed è qui, in questo piccolo tesoretto, che troviamo gli uno, nessuno o forse centomila tratti del nuovo protagonista delle relazioni pubbliche.

La tesi di fondo del libro è: “In PR, you rely on core competencies, including the ability to research and plan, apply strategies to business goals and objectives, handle issues and crises communications, uphold professional and ethical behavior, manage organizational resources, and demonstrate excellent communications skills. In an age of new media and public conversations, your requirements expand”.

Tradotto, ecco gli 8 nuovi skill di cui gli esperti di marketing e pr dovrebbero dotarsi per costruire brand e ingaggiare efficacemente i clienti social. Il pr di oggi deve essere il policy maker, ovvero colui che si occupa e preoccupa di implementare le policy per l’uso, il training e la governance dei social in azienda; facilitatore di social collaboration; aggiornatissimo in fatto di ultime tendenze nonché il primo dei tester; ma anche educatore, nello spiegare che oggi comunicare è quanto meno un flusso a due vie; esperto di analisi di dati, grazie ai quali monitorare le crisi aziendali sui media, vecchi e nuovi; abile analista di relazioni ed efficace reputation manager. Infine, creatore di strumenti di gestione.

Insomma, un vero e proprio action book che lascia però dei punti irrisolti come, per esempio: tutte le crisi aziendali possono essere gestite attraverso i social? O ancora: tutte le aziende devono avere profili social? Se si, quali?

Come che sia, un libro da leggere con attenzione.

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