Ma il Web è di destra o di sinistra?

Ma il Web è di destra o di sinistra?

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E’ vero, lo ammetto, non pensavo che si potesse innescare una discussione di questo tipo. Ma d’altronde, se in Italia si discute se sia di sinistra o di destra qualsiasi cosa, dal tipo di pantaloni al modo in cui si portano i capelli o la barba, non poteva che arrivare anche questo dilemma: il Web è di destra o di sinistra? La miccia la ha accesa un articolo su Il Giornale, di Andrea Mancia, prendendo a spunto dall’uscita non proprio impeccabile di Vendola su Steve Jobs (leggi qui).
La tesi è più o meno questa. Tutti sostengono che il Web sia di sinistra (tutti chi, poi?) e invece la storia di Internet è ricchissima di personaggi, ispiratori, internauti, blogger, di evidente estrazione conservatrice. Poi, per dimostrare che, in realtà, Internet sia, in fondo, proprio di destra, Mancia lo paragona, per struttura, base concettuale e funzionamento, al libero mercato, “che la sinistra vede come il fumo negli occhi”, dice. Quindi il Web è la declinazione digitale del concetto cardine del liberismo: un mercato libero da ogni vincolo e restrizione basato sull’assunto che, come sostiene August von Hayek (citato dallo stesso Mancia), “le dinamiche di scambio e di interazione, se lasciate libere, tendono a migliorare la posizione di ciascun contraente”.
A parte lo stridore di sostenere la validità del libero mercato in un momento storico-politico ed economico come questo, figlio proprio di una vertigine liberista (qualcuno spieghi ai poveri e a chi non arriva a fine mese il miglioramento della sua “posizione come contraente”) credo che l’articolo di Mancia faccia una discreta confusione fra liberismo e libertà.
Come si sostiene nell’articolo, Internet è di per sè neutrale rispetto al messaggio che veicola: E’ un’infrastruttura. Un po’ come un’autostrada, insensibile a quali auto la percorranno, se utilitarie o berline di lusso. Il Web è l’esatta immagine digitale, in termini di culturali, ideologici, sociologici, della società umana. Società che contiene in sè conservatori e progressisti, cattolici e buddisti, vegani e cacciatori, milanisti e interisti. Il nucleo è la libertà di espressione che ognuno, che sia liberista o milanista, ha sulla Rete e la capacità, inedita, di parlare a chiunque, senza barriere spazio-temporali. Chiedersi se il Web sia di destra o di sinistra è quindi un po’ come chiederselo del martello o del giornale. Sono strumenti, conservatore o progressista è il messaggio che veicolano direttamente, il giornale, o che rappresentano simbolicamente, il martello, accoppiato alla falce. Questo, a dir la verità, lo ammette anche Mancia, che però fa notare che, alle origini di Internet, fra i grandi “padri” o pensatori, ci fossero molti uomini di estrazione conservatrice. Si vabbé e allora? Nessuno vuole mettere in discussione il ruolo dei grandi imprenditori che hanno investito e sono riusciti a far evolvere Internet da una piccola rete che interconnetteva i calcolatori delle università a quel che è oggi il Web, nè, tantomeno quello di grandi pensatori (Mancia cita Alvin Toffler e George Gilder), il cui contributo ha un grande valore ma ripeto, e allora? Viviamo in una società capitalistica in cui regna la legge del mercato? Internet ha fornito una possibilità di business? Bene hanno fatto quanti ci hanno creduto e ci hanno investito, ricoprendosi di montagne di denaro loro e regalando a noi uno strumento eccezionale e una rivoluzione sociale ma la storia recente è tutta basata su questo. Le grandi scoperte sono sempre state mosse da opportunità di mercato, finendo però poi per regalare un deciso miglioramente della qualità della vita di tutti. Niente di nuovo quindi.
Il vero nodo, ribadisco, è la libertà. Il Web permette la massima libertà d’espressione a chiunque ovunque. E’ in grado di catalizzare e nutrire proteste, ribellioni, moti d’opinione, aggregare, veicolare protesta sociale. Il Web è uno strumento che più di molti altri riesce a veicolare la libera espressione, cosa che per molti conservatori è “fumo negli occhi”. E’ proprio la capacità del Web di diventare veicolo della protesta anti governativa, anti establishment, anti potere economico, che rende chi è di destra – per definizione più vicino e omogeneo alle elite al potere – particolarmente nervoso.
Per tornare all’articolo di Mancia, il web è lo specchio digitale della nostra società, ne riflette ideologie e dinamiche socio economiche e quindi sì, riflette anche l’economia di mercato ma non solo quella. E’ uno strumento neutro che però, andando oltre qualsiasi previsione, è diventato un potente strumento di libertà, per chiunque, destra compresa. Se questo significa essere di sinistra, allora sì, il Web è di sinistra.

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